Il Governo approva il decreto attuativo del piano Transizione 5.0: definizioni, limiti, incentivi e procedure per la fruizione.

Il Governo ha finalmente approvato il tanto atteso decreto attuativo del piano Transizione 5.0, che introduce una serie di novità fondamentali per le imprese che intendono usufruire degli incentivi per l’innovazione e la sostenibilità. Dopo circa 100 giorni di attesa, il decreto, composto da 23 articoli e 3 allegati, offre chiarezza su vari aspetti cruciali.

Definizioni Chiave

Impresa di Nuova Costituzione

Una delle definizioni più rilevanti introdotte dal decreto attuativo è quella di “impresa di nuova costituzione”. Questo termine non si limita alle nuove imprese nate ex novo, ma include anche quelle che hanno subito una sostanziale variazione dei loro prodotti o servizi negli ultimi sei mesi dalla data di avvio del progetto di innovazione. La misurazione del risparmio energetico per queste imprese potrà basarsi su uno scenario controfattuale, ovvero su una proiezione ipotetica, anziché sui consumi effettivamente registrati nell’anno precedente. Questo approccio offre maggiore flessibilità e favorisce l’accesso agli incentivi anche a quelle realtà imprenditoriali che hanno recentemente cambiato il loro modello di business.

Struttura Produttiva e Processo Interessato

Il decreto fornisce una chiara definizione di “struttura produttiva” e “processo interessato”. La struttura produttiva si riferisce all’insieme delle risorse fisiche e umane organizzate per la produzione di beni o servizi. Il processo interessato, invece, riguarda l’insieme delle operazioni e delle attività che, attraverso l’uso di queste risorse, portano alla realizzazione del prodotto finale. Definire questi termini è cruciale per determinare con precisione quali attività e investimenti possano beneficiare degli incentivi previsti dal piano Transizione 5.0.

Principio DNSH (Do No Significant Harm)

Un altro aspetto importante trattato nel decreto è il principio DNSH, che sta per “Do No Significant Harm” (Non arrecare danno significativo). Questo principio, derivante dalla normativa europea, richiede che gli investimenti non arrechino danno significativo all’ambiente. Il decreto introduce un ammorbidimento delle esclusioni legate a questo principio, rendendo più accessibili gli incentivi anche a quelle imprese che operano in settori con impatti ambientali potenzialmente rilevanti, purché adottino misure compensative o mitigative adeguate.

Scenario Controfattuale

Lo “scenario controfattuale” è una metodologia di valutazione che permette di stimare i benefici ottenuti da un progetto confrontando i risultati reali con quelli ipotetici in cui il progetto non fosse stato implementato. Questa definizione è particolarmente utile per le imprese di nuova costituzione, poiché consente di stimare il risparmio energetico sulla base di un confronto teorico, piuttosto che su dati storici che potrebbero non essere rappresentativi.

Limiti alla Spesa per Pannelli Fotovoltaici e Sistemi di Accumulo

Il decreto stabilisce limiti specifici alla spesa per l’installazione di pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo. Per i sistemi di stoccaggio, ad esempio, è previsto un incentivo di 900 € per kWh. Questo significa che un sistema di accumulo da 100 kWh, anche se acquistato a un prezzo di 100.000 €, potrà beneficiare di un incentivo massimo di 90.000 €. Tali limiti sono stati introdotti per garantire una distribuzione equa delle risorse e per evitare sovra compensazioni.

Elenco dei Soggetti Abilitati alla Certificazione

Infine, il decreto aggiorna e amplia l’elenco dei soggetti abilitati alla certificazione dei progetti. Questo elenco include, tra gli altri, università pubbliche e private, enti di ricerca pubblici, Competence Center, European Digital Innovation Hubs e ITS Academy specializzati in ambiti green e digitali. La certificazione da parte di enti riconosciuti è un requisito fondamentale per l’accesso agli incentivi, assicurando che i progetti rispettino gli standard qualitativi previsti dalla normativa.

Queste definizioni chiave rappresentano la base per l’implementazione pratica del piano Transizione 5.0, offrendo un quadro normativo chiaro e dettagliato che facilita le imprese nella comprensione e nell’accesso agli incentivi previsti.

Limiti di Spesa

Il decreto attuativo del piano Transizione 5.0 introduce limiti precisi e dettagliati per la fruizione degli incentivi destinati agli investimenti in fonti rinnovabili per autoconsumo e sistemi di accumulo. Questi limiti sono stati stabiliti per garantire una distribuzione equa delle risorse e per evitare situazioni di sovra compensazione, assicurando che i fondi disponibili siano utilizzati in modo efficiente e mirato.

Sistemi di Accumulo

Per quanto riguarda i sistemi di accumulo di energia, il decreto stabilisce un incentivo massimo di 900 € per kWh. Questo significa che, ad esempio, un sistema di accumulo con una capacità di 100 kWh, anche se acquistato a un prezzo di 100.000 €, potrà beneficiare di un incentivo massimo di 90.000 €. Questo limite è stato introdotto per evitare che i costi eccessivamente elevati dei sistemi di accumulo riducano la disponibilità delle risorse per altri progetti e per incentivare l’acquisto di sistemi a prezzi competitivi.

Sistemi di Generazione da Fonti Rinnovabili

Per i sistemi di generazione di energia da fonti rinnovabili, il decreto prevede una tabella che differenzia gli incentivi in base alla tipologia della fonte rinnovabile e alla “taglia” dell’impianto. Questi criteri di differenziazione sono stati introdotti per tenere conto delle diverse caratteristiche e costi delle varie tecnologie disponibili sul mercato. Ad esempio:

  • Pannelli Fotovoltaici: Gli incentivi per i pannelli fotovoltaici variano in base alla capacità installata. Piccoli impianti residenziali potrebbero avere un incentivo differente rispetto a grandi impianti industriali.
  • Eolico: Gli impianti eolici ricevono incentivi basati sulla potenza nominale e sulla tipologia (onshore o offshore).
  • Biomassa e Biogas: Gli impianti a biomassa e biogas sono incentivati in base alla capacità di produzione energetica e al tipo di materiale utilizzato.

Criteri di Ammissibilità

Il decreto specifica inoltre che solo gli impianti conformi agli standard tecnici e di efficienza energetica previsti dalle normative europee possono beneficiare degli incentivi. Questo requisito è stato introdotto per garantire che gli investimenti contribuiscano effettivamente alla riduzione delle emissioni e al miglioramento dell’efficienza energetica, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo.

Spese Ammesse per i Progetti di Formazione

Anche per quanto riguarda gli investimenti in formazione, il decreto stabilisce limiti specifici alle spese ammissibili. Le spese ammesse includono:

  • Formatori: Costi relativi ai formatori accreditati, come università pubbliche o private, enti pubblici di ricerca, Competence Center e European Digital Innovation Hubs.
  • Personale Partecipante: Spese operative relative al personale dipendente, ai titolari di impresa e ai soci lavoratori che partecipano alla formazione, inclusi i costi di viaggio, materiali didattici e ammortamento degli strumenti utilizzati esclusivamente per il progetto formativo.
  • Servizi di Consulenza: Costi per servizi di consulenza strettamente connessi al progetto di formazione.
  • Spese Generali Indirette: Costi generali indiretti sostenuti durante le ore di partecipazione alla formazione.

Procedura per Ottenere il Credito d’Imposta

Per accedere al credito d’imposta, le imprese devono inviare una comunicazione preventiva al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) all’avvio del progetto di innovazione. La comunicazione deve includere:

  • Informazioni sul beneficiario.
  • Dettagli del progetto di innovazione, incluse le date di inizio e completamento.
  • Investimenti agevolabili.
  • Importo del credito d’imposta potenzialmente spettante.

Il GSE verifica i dati e la documentazione e, entro cinque giorni, comunica l’importo del credito d’imposta prenotato. Se i dati sono incompleti o errati, il GSE richiede integrazioni entro dieci giorni. Una volta approvati, l’importo del credito d’imposta viene confermato nei limiti delle risorse disponibili.

Questi limiti di spesa e procedure dettagliate garantiscono che gli incentivi siano utilizzati in modo efficiente e trasparente, promuovendo l’adozione di tecnologie innovative e sostenibili nel panorama imprenditoriale italiano.

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